Login

Chi è on.line

Abbiamo 861 visitatori e nessun utente online

Ultimi Utenti

Statistiche server

Utenti registrati
47
Articoli
3266
Web Links
4
Visite agli articoli
8684340
LOGIN/REGISTRATI
Lunedì, 14 Ottobre 2019
A-   A   A+

Filter Feather 2SCRIVI E INVIA IL TUO ARTICOLO (ricorda che devi loggarti o registrarti)


1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 0% (0 Votes)
Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 


-avanzi-del-caffe

Accolto il ricorso di una dipendente della Banca Adige Po 
di Lusia che era stata seguita da un investigatore privato

di Lorenzo Zoli

ROVIGO - Prendere un caffè al bar sotto casa anche se, formalmente, si è assenti dal lavoro per malattia? Non è tanto grave, almeno secondo i giudici della Corte di Cassazione. Sicuramente, non abbastanza per potere dare il via libera a un licenziamento

per giusta causa. Questa la decisione presa dai magistrati della Suprema Corte che hanno ribaltato la pronuncia di primo grado del giudice del Lavoro rodigino Silvia Ferrari, che aveva invece ritenuto fondato e motivato il provvedimento dellaBanca Adige Po di Lusia, che, a inizio anno, è stata incorporata da Bancadria.La vicenda inizia nel 2010, quando, nei confronti della dipendente A. B. scatta la procedura di licenziamento per giusta causa. I vertici dell'istituto di credito polesano sostengono che alle 9 del mattino la dipendente si trovava in un bar sotto la sua abitazione a prendere un caffé, nonostante risultasse in malattia. Una circostanza che i datori di lavoro dell’impiegata erano stati in grado di documentare con precisione, avendo dato incarico a un investigatore privato di Rovigo di occuparsi della dipendente e di monitorare eventuali suoi spostamenti. Il licenziamento era stato impugnato e si era quindi finiti di fronte al giudice del tribunale del Lavoro di Rovigo. Che aveva ritenuto il passo della banca fondato, in punto di diritto, non accogliendo il ricorso contro il licenziamento.
La questione, da parte dei legali di A. B., è stata però riproposta di fronte ai giudici della Cassazione, sezione Lavoro, che hanno eseguito una ricostruzione dei fatti diametralmente opposta. Non ritenendo che quel caffé potesse motivare una procedura di licenziamento per giusta causa. Una pronuncia che per la banca ora si traduce nell’obbligo di versare un risarcimento alla dipendente che, su indicazione del capo del personale, era stata licenziata; ma anche quello di pagarle, avvenuto il reintegro, tre anni di retribuzioni che la donna non aveva potuto incassare.

Web Agency coccinella piccola ARTE nel WEB Lendinara (RO) - Hosting - Customization - Developer


Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

responsabilità Ecoambiente interventi Civitanova annunciato referendum capogruppo responsabile dichiarato associazioni Comunicato possibilità all'interno dipendenti attraverso amministrazione condizioni lavoratori condannato manifestazione intervento Alessandro commissione pubblicato democrazia Redazionale maggioranza ambientale importante parlamentari presentato situazione Napolitano QUOTIDIANO) consigliere Commissione elettorale Presidente carabinieri Parlamento Repubblica INFORMAZIONE territorio L'opinione REDAZIONALE Gazzettino RovigoOggi Berlusconi presidente Quotidiano

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie impiegati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Privacy Policy.

Io accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information