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Nave MediterraneaLa domanda principale è: in quale mondo vogliamo vivere? In quale mondo vogliamo che vivano le nuove generazioni?
E’ dalle risposte a queste domande che dipendono le scelte che individualmente e collettivamente andiamo a fare e per le quali ci adoperiamo.

Siamo pronti come individui e come collettività ad accettare che i diritti umani non siano tutelati?
Tutte le volte che accettiamo, anche con il silenzio, che le persone soffrano, senza provare alcuna empatia, accettiamo anche la conseguenza che questo comportamento possa essere usato prima o poi nei confronti di chiunque, anche verso di noi. E’ cominciata con i migranti perché iniziare da lì è stato più facile. Sono lontani da noi con culture e storie sconosciute, con colori della pelle e lingue diverse. Di loro è facile avere “paura”. Ma è stato solo l’inizio, l’inizio di una costante ricerca del nemico che si incarna in tutto quello che si allontana dallo stereotipo della “perfetta società italiana” molto rassicurante per i più. La prepotenza si alimenta di se stessa e se non si ferma per tempo sarà sempre più facile, per coloro che la praticano, colpire chiunque appaia fastidioso o insidioso o resistente o semplicemente controcorrente. Tutto è partito da lì, dai migranti. Raccoglierli in mare e salvare loro la vita è un atto di elementare umanità e ringraziamo di cuore chi in questi giorni lo sta facendo anche con conseguenze personali pesanti. Vogliamo ringraziare Mediterranea che, con i suoi volontari, lotta giorno dopo giorno in nome dell’elementare diritto alla vita e della dignità che merita per tutti. Li ringraziamo perché la loro azione riporta continuamente in evidenza le barbarie che si consumano  nei luoghi di partenza di questi disperati e che vorrebbero essere nascoste per tacitare le coscienze dell’opinione pubblica.

Ma non basta.  Occorre sviluppare integrazione, regole chiare, giuste, inclusive che aprano la porta a una convivenza civile, con la consapevolezza delle difficoltà ma irremovibili sui principi di dignità, uguaglianza e solidarietà. Questa è la vera scommessa che oggi si sta perdendo per la stupidità della prepotenza, per fini politici, per il potere.

Questi principi sono nella nostra Costituzione, base del patto di convivenza pacifica e democratica nel senso più alto e universale; sta a noi custodirla con il pensiero e con le azioni, nella quotidianità e nella straordinarietà. Per questo il movimento Art. 1 MdP – Liberi e Uguali ha deciso di fare del primo articolo della Costituzione il proprio segno di riconoscimento, emblema del fondamento che lo sorregge.

Le popolazioni si spostano e non ci sarà legge o forza che potrà impedirlo.

Guardare con gli occhi della solidarietà i migranti e dare loro una possibilità salverà ciascuno di noi agli occhi della storia ed è la base fondamentale di pace per le generazioni future.

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