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Martedì, 21 Maggio 2019
“Non è un caso che la Marcia Stop Pesticidi sia nata a Follina in provincia di Treviso, nel cuore delle colline del Prosecco. Lì dove un intero territorio è stato devastato da un’agricoltura industriale che per il guadagno di pochi sta facendo pagare un conto altissimo alla terra, alle persone
“Questa mattina in Commissione Ambiente alla Camera ho interrogato il Ministero dell’Ambiente riguardo la situazione della Bonollo e le eventuali misure da adottare. La risposta è stata un riassunto degli eventi senza prese di posizione decise da parte di Costa”.
“Ieri alle 14 avrei dovuto interrogare il Ministro Costa riguardo la situazione della distilleria Bonollo di Conselve, ma purtroppo il mio appuntamento con il Ministro è stato rimandato per cause di forza maggiore a questa mattina”. Queste le dichiarazioni della portavoce Silvia Benedetti.
Domenica 12 maggio, presso la sede di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea di Rovigo, si è svolto un interessante incontro sui temi ambientali e della riconversione in chiave ecologica di industria ed agricoltura, organizzato dalla lista La Sinistra. “La Sinistra è una lista in continuità con il percorso europeo del GUE e della
Italia in Comune di Lendinara apprende con rammarico della scelta, operata dai candidati di opposizione, di rinunciare al confronto democratico, faccia a faccia insieme al pubblico, richiesta dal Forum Giovani di Lendinara. Quest’ultima unica occasione di partecipazione alla vita politica dei giovani e pertanto elogiabile.  Portare esclusivamente sulla stampa  e nelle chat il confronto politico toglie molto alle possibilità dei cittadini  di valutare i candidati e rischia di inasprire ed impoverire  il dibattito.
“Nella ricorrenza della festa della mamma occorre interrogarsi su come si possa agevolare le donne che affrontano questa sfida a superare le difficoltà che essa presenta”. Questo il pensiero della portavoce Silvia Benedetti.
"Al tavolo tecnico nazionale sui PFAS composto da Regione Veneto, Ministero dell'Ambiente ed ISPRA spero venga trattata anche la questione dell'ampliamento della discarica di Sant'Urbano". Questo il pensiero della portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti.
“In queste settimane si sta sperimentando la nuova tecnologia 5G in diverse parti d’Italia compreso il Veneto, tecnologia che va fermata, almeno per ora”. Questo il pensiero della portavoce Silvia Benedetti.“Sul 5G è stata condotta un’indagine conoscitiva in Commissione Trasporti, Poste e
“In Veneto c’è chi può farsi beffa della legge e agire tranquillamente e impunemente contro la salute pubblica, magari tutelato da una Regione che continua ad anteporre il guadagno di pochi al Bene Comune e all’interesse collettivo”. Ad affermarlo sono le deputate del Gruppo Misto, Sara Cunial e Silvia Benedetti. “Ci riferiamo alla Tenuta Agricola San Martino che da mesi continua a violare
Campagna elettorale da bar quella finora svoltasi a Lendinara.  Volano parole grosse contro lo schieramento Viaro dalla lista Ferlin, rispettivi rappresentanti delle due maggiori coalizioni costruite con pezzi di partiti variegati che gli avvenimenti locali e la confusione ideologica hanno contrapposto pur avendo la medesima origine:  sia Viaro che Ferlin dopo tutto, sempre  nel
Italia in Comune sezione di Lendinara apprende, con interesse, l'iniziativa dell'attuale amministrazione  Viaro volta ad rivitalizzare il centro cittadino attraverso un bando comunale  che concederà  un contributo  in denaro per l'apertura di nuove attività commerciali in centro. È una lodevole iniziativa  all’interno del progetto d’area vasta del “distretto del commercio.
“Domani si celebra il 74° anniversario della liberazione dal nazifascismo. Sia una giornata di festa per tutti, indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza”. Questo il pensiero della portavoce Silvia Benedetti“Il 25 aprile dovrebbe essere un momento di gioia ma anche di riflessione per rivisitare, anche attraverso i racconti di chi ha vissuto in prima persona quegli anni, gli orrori di una
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Domani venerdì 19 aprile i ragazzi protesteranno insieme a Greta Thumberg a difesa del clima e del loro futuro. Ecco alcuni video storici.
"Nell'attesa di una direttiva UE che normi  il limite dei Pfas, nulla vieta che tale limite sia fissato a 0 da una legge italiana”. Questo l’intervento della portavoce Silvia Benedetti.“Se il Governo volesse finalmente occuparsi seriamente di questo problema, ricordo che ho depositato sia nella precedente che nella legislatura in corso una proposta di legge per portare a 0 i limiti di PFAS nell’acqua. Auspico un intervento celere, in quanto si parla di sostanze
"Saranno le elezioni Europee più importanti degli ultimi cinquant'anni, esserci significa decidere il lavoro, la prosperità e la qualità della vita nelle nostre città e nel Paese. E io per Parma e per l'Italia desidero un futuro sicuro e all'altezza delle loro aspettative".
Italia in Comune, sezione di Lendinara, si trova costretta, suo malgrado, a rispondere ad Alessandro Ferlin che, nell’articolo pubblicato sabato 13 aprile su Rovigo Oggi, afferma fatti inesistenti: che sia obnubilato dalla smania di entrare nell’agone politico? Ferlin, ex sindaco di Lendinara, in questi anni ci risulta essere stato molto impegnato
Rete Kurdistan Polesine si adopera nel nostro territorio per informare sulla causa del popolo curdo che da anni combatte con fierezza una battaglia impari contro le forze integraliste dell'ISIS ma anche di paesi come Siria e Turchia che si oppongono al riconoscimento dell'indipendenza di questa enorme regione ora smembrata. Perla rara in questo
“Sono fiduciosa sul fatto che tutte le forze politiche lavoreranno insieme per ricostituire il Corpo forestale dello Stato: come Sogno Italia abbiamo presentato una proposta di legge ad agosto 2018, alla quale si sono aggiunte proposte di legge da parte di altri colleghi da Fratelli d’Italia, a Forza Italia, alla Lega, al Movimento 5 Stelle. Spero assolutamente che ci sarà una riapertura della discussione sulla Legge Madia e spero che riusciremo a dare finalmente all’Italia un corpo di polizia ambientale qual era il Corpo forestale dello Stato”. Lo dichiara la deputata Silvia Benedetti (Misto- Sogno Italia), a margine della conferenza stampa organizzata a Montecitorio dalla Federazione Rinascita Forestale Ambientale per promuovere la ricostituzione del Corpo...
Venezia, 4 aprile 2019 - Ci sono voluti 530 giorni (1 anno, cinque mesi e 14 giorni, tanto è passato dal fatidico referendum-truffa), ma alla fine il bluff presidente Zaia è crollato: addio residuo fiscale, addio al principio del 90% da trattenere per i Veneti, addio intesa "blindata" col governo e benvenuto iter parlamentare. Ma ve la ricordate la proposta di legge per il Veneto regione a statuto speciale?
“Oggi in aula è stato votato l’intero provvedimento sulla violenza di genere, mentre ieri si è votato l’emendamento riguardante l’introduzione del reato di “revenge porn”: si tratta di un passaggio indubbiamente positivo, ma purtroppo non è possibile cancellare quanto successo la settimana scorsa in Parlamento”. Questo il pensiero della portavoce alla Camera Silvia Benedetti.
“Nessuno ha il diritto di definire quale è una famiglia che va protetta e quale no: per questo parteciperò alle manifestazioni contrarie al “Congresso mondiale per la famiglia” a Verona di questo week-end, in difesa di ogni tipo di famiglia”. Questa la presa di posizione della portavoce patavina Silvia Benedetti.
INTERNET: GRUPPO MISTO: M5S SPECULA SU INCOLUMITA' DONNE''Avete preso il peggio della politica fatta di slogan: quello che state facendo sulla pelle delle donne e delle vittime inqualificabile. Avete bocciato gli emendamenti sul revenge porn presentati nel ddl 'codice rosso' qui alla Camera, solo perché stamattina in Senato avete presentato in conferenza
La domanda principale è: in quale mondo vogliamo vivere? In quale mondo vogliamo che vivano le nuove generazioni?E’ dalle risposte a queste domande che dipendono le scelte che individualmente e collettivamente andiamo a fare e per le quali ci adoperiamo.
Adesso è tutto chiaro. Quello che stiamo dicendo ormai da molti anni si è chiaramente appalesato con le denunce del Noe dei carabinieri sui depositi tossici nelle opere connesse alla Valdastico e sull'occultamento dell'inquinamento della Miteni. La Regione Veneto, il suo governo, la Lega e
“Ho appreso dalla stampa della proroga dell’autorizzazione d’impatto ambientale da parte della Provincia per la costruzione di un centro commerciale in Via San Marco a Padova, nell’area ex Stanga. Immagino la procedura sia stata eseguita nel rispetto della legge, però mi chiedo quale sia l’utilità dell’ennesimo centro commerciale nella nostra Regione, per di più costruito su suolo non ancora cementificato”. Questo il pensiero della Deputata Silvia Benedetti.
“Oggi si tenuto un altro #fridaysforfuture: gli scioperi  organizzati per porre l’attenzione sul cambiamento climatico e per chiedere azioni concrete contro di esso. La politica sicuramente può e deve fare qualcosa, ma sono i milioni di cittadini che possono già invertire la rotta, senza aspettare i tempi delle leggi”. Così Silvia Benedetti deputata del gruppo Misto- Sogno Italia.
“Abbiamo la responsabilità e il dovere di lasciare il pianeta meglio di come lo abbiamo trovato, lo dobbiamo a noi stessi e prima ancora ai giovani, che con questa iniziativa ci stanno dando una importante lezione e verso cui siamo responsabili. Loro sono i futuri abitanti del nostro pianeta, quindi se esprimono interesse per i cambiamenti climatici in atto riteniamo importante partecipare e far sentire il nostro appoggio a questa importante iniziativa.” Questo il pensiero degli esponenti polesani di Italia In Comune riguardo lo sciopero globale contro il cambiamento climatico del 15 marzo 2019.
“Molti sono i segnali del fatto che la parità di genere ed i diritti della donna, anziché essere maggiormente tutelati, vengono sviliti col passare del tempo. La giornata internazionale della donna nel 2019 deve essere compresa nei suoi significati più profondi come mai negli ultimi anni”. Questo il pensiero della portavoce Silvia Benedetti, in sostegno allo sciopero globale dell’Associazione “Non una di meno”  indetto per venerdì 8 marzo che verrà svolto in varie città d’Italia, tra cui Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.
“Il vero problema riguardo la candidatura UNESCO delle colline del Prosecco è la mancanza di sensibilità ambientale dimostrata fino a poco tempo fa dal Consorzio DOCG, non le proteste dei cittadini preoccupati per la loro salute”. Questo il pensiero della portavoce Silvia Benedetti.
POTERE AL POPOLO! SARÀ IN PIAZZA CON I COMITATI AMBIENTALISTI Le assemblee venete di Potere al popolo! Sono in piazza il 23 febbraio a Venezia, in Campo Santa Margherita, insieme ai comitati ambientalisti. La nostra idea di futuro non può fare a meno di riconsiderare l'impatto dell'uomo sull'ambiente. Il sistema socio economico attuale prevede, da una parte, la cieca ricerca del profitto di pochi a scapito dello sfruttamento e devastazione delle risorse, e, dall'altra parte, l'inaccettabile ricatto fra salute, lavoro o ambiente.
“La manifestazione di domani a Campo Santa Margherita a Venezia per la giustizia climatica e contro le grandi opere è un atto di denuncia di quanto sta avvenendo non solo a livello globale ma anche e soprattutto in Veneto, che è sempre più sofferente dal lato ambientale. E’ tempo che queste questioni, di importanza esiziale per le future generazioni, vengano fatte conoscere alla massa dei cittadini che troppo spesso le ignorano. Per questo mi schiero al fianco dei comitati che hanno organizzato questa giornata”. Si esprime in questo modo la deputata patavina Silvia Benedetti.
“La bolla propagandistica di Zaia si sta sgonfiando; l’ultimo colpo è arrivato dal premier Conte: tempi lunghi, parlamento coinvolto e niente 9/10 di tasse trattenuti, sul modello di Trento e Bolzano. È una sconfitta assoluta per il governatore e la Lega che avevano promesso mari e monti nella loro martellante campagna referendaria. Il volere tutto o niente, invece, sta portando a un pugno di mosche. Ricordiamo i 16 milioni spesi per una consultazione che era inutile un anno e mezzo fa e appare ancor più inutile adesso”.
“L’ampliamento alla discarica di Sant’Urbano previsto dalla Gea SRL, che andrebbe ad aumentare il volume di rifiuti ivi stipato circa del 30%, va fermato. La bassa padovana ed il Polesine, territori con un equilibrio fragile e che stanno poco alla volta distruggendo non possono diventare la discarica del Veneto". Questa la posizione della portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti.
“Domani sul Portale Rousseau gli iscritti del Movimento 5 Stelle sono chiamati a votare riguardo la concessione dell’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini in giunta al Senato. Si tratta di un quesito che mostra ancora una volta che il Movimento è cambiato rispetto alle origini”. Questo il commento della portavoce Silvia Benedetti.
“Il Governo ha deciso di ricorrere per l’ennesima volta in questi mesi alla questione di fiducia, stavolta riguardo il DL Semplificazioni. Compie questa scelta giustificandosi con i tempi ristretti per la conversione in legge, comportandosi irresponsabilmente come il PD”.  In questo modo si esprime la portavoce alla Camera Silvia Benedetti.
Ikea punta sul fotovoltaico e decide di lanciare una linea di pannelli solari a basso costo, che a breve si potranno acquistare anche in Italia. Il colosso svedese avanza la proposta per l'autoconsumo e con soli 8.500 euro si potrà istallare in casa propria un impianto fotovoltaico con tutte le componenti. Una proposta che abbatte i costi dei pannelli solari, che al momento risultano una spesa piuttosto alta. Per un impianto, come possiamo leggere su Greenissimo.it: 
“Il Parco dei Colli Euganei è una ricchezza per il territorio: lo comprendono tutti i cittadini a parte la giunta di Zaia. Cittadini che, periodicamente, scendono in strada contro il commissariamento che
Riforestazione della Golena Boscovecchio – 16.2.2019 Con il presente comunicato stampa si informa che sabato 16 febbraio 2019, presso la Golena dell'Adige in Località Boscovecchio, si effettuerà un intervento di riforestazione con la posa di circa 300 piante di Salice, Olmo, Frassino, Quercia, Pioppo cipressino e piante da frutto. L'intervento è
“Meno male che Borile [NdR: ex consigliere M5S di Padova] si definisce criminologo!  Non comprendo su quale base professionale si proponga per mettere il cappio al collo all’uomo che ha ucciso un bambino di 7 anni.” Questo il commento della deputata Silvia Benedetti sul post di Simone Borile. “Ovviamente non posso che condannare l’accaduto: l’omicida dovrà essere processato e

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zagrebelsky 640(Fonte: Il Fatto Quotidiano - Silvia Truzzi) - Intorno al neopremier "una girandola di parole a vuoto". E nell'attivismo di Napolitano "prevale la paura del nuovo". Intervistato dal Fatto, il costituzionalista svolge un'analisi impietosa

del quadro politico in Italia. La nuova legge elettorale "dettata dall'arroganza e dagli interessi personali". Le larghe intese "la paralisi". E i Cinque Stelle?: "Tabula rasa non è un programma". Il Paese al bivio tra arroccamento del potere e apertura alla partecipazione, "per rianimare la politica" - Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda con tè al gelsomino. E capita pure che l’intervistato t’interroghi all’improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. In russo la parola mir vuol dire mondo e, allo stesso tempo, pace”. Per fortuna partecipa anche la figlia del professor Zagrebelsky, Giulia, studentessa di Lettere. “Abbiamo presente, per esempio, l’orrore in cui vivevano gl’immigrati di Rosarno? È pensabile che fossero in pace con i propri simili? Chi a Taranto è costretto tra le polveri dell’Ilva, non è nelle condizioni di spirito di chi respira aria di montagna. Chiediamoci se viviamo in un mondo bello o sempre più brutto, in ambienti disumani, dominati dalla violenza, dalla sopraffazione, dallo sfruttamento. Altro che bellezza! Che salvi il mondo, questo nostro mondo, è una frase da cioccolatino. Infatti, l’hanno ripetuta in molti, autocompiacendosi, in occasione dell’Oscar a La grande bellezza, come se fosse quella di Myskin. Oggi si parla per non dire nulla. E si è ascoltati proprio per questo. Il vuoto non disturba e, se è detto in certo modo, è anche seducente. In un “Miss Italia” di qualche anno fa, una ragazza, per presentarsi, ha pronunciato una frase memorabile: ‘Credo nei valori e mi sento vincente’. Una sintesi perfetta del grottesco che c’è nel tempo presente”.

Professore, che impressione le hanno fatto i discorsi del neo premier?
Mah! Non tutto piace a tutti allo stesso modo. In attesa di smentite, mi par di vedere, dietro una girandola di parole, il blocco d’una politica che gira a vuoto, funzionale al mantenimento dello status quo. Una volta Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani definirono ‘razza padrona’ un certo equilibrio oligarchico del potere. Oggi, piuttosto riduttivamente, la chiamiamo ‘casta’. Un’interpretazione è che un sistema di potere incartapecorito e costretto sulla difensiva, avesse bisogno di rifarsi il maquillage. Se questo è vero, è chiaro che occorrevano accessori, riverniciature: il renzismo mi pare un epifenomeno. Vorrei dire agli uomini (e alle donne) nuovi del governo: attenzione, voi stessi, a non prendere troppo sul serio la vostra novità.

Il filo rosso di queste conversazioni è come sta l’Italia. Le risposte non sono quasi mai state incoraggianti: ci siamo chiesti quali responsabilità abbia la classe dirigente.
La classe dirigente – intendo coloro che stanno nelle istituzioni, a tutti i livelli – è decaduta a un livello culturale imbarazzante. La ragione è semplice: di cultura politica, la gestione del potere per il potere non ha bisogno. Sarebbe non solo superflua, ma addirittura incompatibile, contraddittoria. Potremmo usare un’immagine: c’è una lastra di ghiaccio, sopra cui accadono le cose che contano, sulle quali però s’è persa la presa; cose rispetto a cui siamo variabili dipendenti: la concentrazione del potere economico e gli andamenti della finanza mondiale, l’impoverimento e il degrado del pianeta, le migrazioni di popolazioni, per esempio. Ne subiamo le conseguenze, senza poter agire sulle cause. Tutto ciò, sopra la lastra. Sotto sta la nostra ‘classe dirigente’ che dirige un bel niente. Non tenta di mettere la testa fuori. Per far questo, occorrerebbe avere idee politiche e almeno tentare di metterle in pratica. Che cosa resta sotto la crosta? Resta il formicolio della lotta per occupare i posti migliori nella rete dei piccoli poteri oligarchici, un formicolio che interessa i pochi che sono in quella rete, che si rinnova per cooptazione, che allontana e disgusta la gran parte che ne è fuori. La politica si riduce alla gestione dei problemi del giorno per giorno, a fini di autoconservazione del sistema di potere e dei suoi equilibri. Pensiamo a chi erano gli uomini che hanno guidato la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra: Parri, Nenni, De Gasperi, Einaudi, Togliatti, per esempio. Se li mettiamo insieme, non è perché avessero le stesse idee ma perché ne avevano, e le idee davano un senso politico alla loro azione. Le cose che, oggi, vengono dette e fatte sono pezze, sono rattoppi d’emergenza, necessari per resistere, non per esistere. Non è politica. Nella migliore delle ipotesi, se non è puro ‘potere per il potere’, è gestione tecnica. La tecnica guarda indietro; la politica dovrebbe guardare avanti.

Il governo Monti qualche disastro tecnico l’ha fatto.
La tecnica come surrogato della politica è un’illusione. Se lei chiama un idraulico perché ha il lavandino otturato, si aspetta che, a lavoro ultimato, lo scarico del lavandino funzioni. Non chiede all’idraulico di cambiarle la cucina. Così, anche i tecnici in politica. Gestiscono i guasti nei dettagli. I governi tecnici per loro natura sono conservatori, devono mantenere l’esistente facendolo funzionare . Dovrebbe essere la politica a immaginare la cucina nuova. E, fuor di metafora, dovrebbe avere di fronte a sé idee di società, programmi, proposte di vita collettiva e, soprattutto nei momenti di crisi come quello che attraversiamo, perfino modelli di società.

Giovani parlamentari e governanti dovrebbero avere un’idea del mondo.
Basta essere nuovi e giovani? No. Quello che conta è la struttura dei poteri cui si fa riferimento e di cui si è espressione. Una volta si parlava di blocco sociale, pensando alle ‘masse’ organizzate in partiti di appartenenza, in sindacati d’interessi consolidati. Si pensava alle classi sociali. Oggi, siamo lontani da tutto questo, in attesa della ricomposizione di qualche struttura sociale che possa esprimere esigenze, richieste e forze propriamente politiche. In questo vuoto politico-sociale che cosa esiste e prospera? La rete degli interessi più forti. È questa rete che esprime i dirigenti attraverso cooptazioni. La democrazia resiste come forma, ma svuotata di sostanza. Se la si volesse rinvigorire, occorrerebbe una società capace di auto-organizzazione politica, ciò che una volta sapevano fare i partiti. Oggi, invece, sono diventati per l’appunto, canali di cooptazione, per di più secondo logiche di clan e di spartizione dei posti. Così, non si promuove il tanto necessario e sbandierato rinnovamento, ma si “allevano” giovani uguali ai vecchi. Ecco la parola: il rinnovamento sembra molto spesso un ‘allevamento’. Il resto è apparenza: velocità, fattività, decisionismo, giovanilismo, futurismo, creativismo ecc. Tutte cose ben note e di spiegabile successo, soprattutto in rapporto con l’arteriosclerosi politica che dominava. Ma, la novità di sostanza dov’è? La ‘rottamazione’ a che cosa si riduce? Tanto più che nelle posizioni-chiave del ‘nuovo’ troviamo continuità anche personali che provengono dal ‘vecchio’ e la soluzione di nodi che ci trasciniamo dal passato è continuamente accantonata, come il cosiddetto conflitto d’interessi.

L’impellente necessità di modificare l’assetto costituzionale è un refrain che abbiamo ascoltato da più parti, negli ultimi anni.
Sì. Le istituzioni possono sempre essere migliorate, rese più efficienti, eccetera. Ma, a me pare che esse siano diventate il capro espiatorio di colpe che stanno altrove, precisamente nelle difficoltà che incontra un aggregato di potere che sempre più difficoltosamente riesce a mediare e tenere insieme il quadro delle compatibilità, in presenza di risorse pubbliche da distribuire sempre più scarse, e in presenza per di più d’una contestazione diffusa. Anche in passato, al tempo di Berlusconi al governo, è accaduto qualcosa di simile, ma non di uguale. L’insofferenza nei confronti della Costituzione a me pare derivasse allora dalle esigenze di un potere aggressivo. Oggi, l’atteggiamento è piuttosto difensivo. I fautori delle ‘ineludibili’ modifiche costituzionali dicono: c’è bisogno di cambiamenti per governare meglio, con più efficienza. Ma lo scopo dominante sembra l’autodifesa. Si tratta di ‘blindarsi’, per usare una parola odiosa molto in voga. Il terrore delle elezioni, la vanificazione dei risultati elettorali, i ‘congelamenti’ istituzionali in funzione di salvaguardia vanno nella stessa direzione.

“Vanificazione dei risultati elettorali”: una cosuccia non da poco in una democrazia.
La grande maggioranza degli elettori si è espressa a favore della fine del berlusconismo. Invece è stato ricreato un assetto governativo-parlamentare nel quale un cemento tiene insieme tutto quel che avrebbe dovuto essere separato. Il Parlamento attuale, sebbene non possa considerarsi decaduto per effetto della legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dovrebbe considerarsi gravemente privato di legittimazione democratica . Ma si fa ormai finta di niente. Non bisognerebbe far di tutto per rimettere le cose a posto?

Larghe intese versus Grillo.
Le larghe intese sono la negazione della dimensione politica. Sono il regime della paralisi, della stasi. Platone paragona il buon politico al buon tessitore, al buon nocchiero, al buon medico. Nei suoi dialoghi, non è mai detto che il politico è colui che s’immagina come debba essere la convivenza nella polis: non si aveva nell’antichità l’idea che la politica fosse fatta di contrapposizione di modelli. L’idea della politica come scelta è una novità moderna. Oggi sembra che si viva in un eterno presente, in cui una posta di natura politica non esiste. Se non ci sono scelte, non c’è politica, e se non c’è politica non c’è democrazia, ma solo conflitti personali, di gruppo o di clan per posti, favori e, nel caso peggiore, garanzie d’immunità.

Quindi siamo senza futuro.
Finché la palude non viene smossa. Perché i cittadini vanno sempre meno a votare? Una volta si diceva ‘son tutti uguali’, intendendo ‘sono tutti corrotti’. Ma oggi è peggio, si pensa: ‘tanto non cambia nulla’. È un effetto della stasi politica. Il Movimento 5 Stelle è nato col dichiarato intento di smuovere la palude, addirittura di investirla con una burrasca che rovesci tutto. Una negazione, dunque. Ma, la politica deve contenere anche un intento costruttivo. Questo, finora, non è visibile o, almeno, non è percepito. Non che sia molto diverso, presso gli altri partiti, solo che questi sono già radicati e godono perciò del plusvalore che viene dall’insediamento istituzionale. Per chi si affaccia, un’idea chiara e forte del ‘chi siamo’ e ‘per cosa ci siamo’ è indispensabile. La tabula rasa e la rete non sono programmi. Non lo è nemmeno la lotta alla corruzione che, di per sé, rischia d’essere solo una competizione per la sostituzione d’una oligarchia nuova a una vecchia. Oltretutto, la storia e la stessa ‘materia del potere’ mostrano che nella politica la lotta contro la corruzione è senza prospettiva. Contro la corruzione devono valere le istituzioni di controllo e l’intransigenza dei cittadini. La politica è intrinsecamente debole. La ragione sta in quella che, all’inizio del secolo scorso, è stata definita la ‘ferrea legge delle oligarchie’, il che significa che i grandi numeri, per essere governati, hanno bisogno dei piccoli. I piccoli – e l’osservazione vale per tutti, anche per i 5 Stelle – prima o poi si chiudono in se stessi e si alimentano con la corruzione, alimentandola a propria volta. In difetto di politica, alla corruzione non c’è limite perché essa, nei regimi autoreferenziali, non è la patologia, ma la fisiologia del potere. Se si vuole: è la fisiologia dentro una patologia.

Senza speranza, dunque?
Siamo di fronte a un bivio. Da una parte c’è il progressivo arroccamento che, prima di implodere, passerebbe attraverso misure, dirette o indirette, contro la democrazia e la Costituzione. Dall’altra, la rianimazione della politica e la riapertura dei canali della partecipazione, che dovrebbe portare al rafforzamento della democrazia e della Costituzione. La prima strada è pericolosa anche per chi volesse percorrerla, perché l’inquietudine sociale, prima o poi, esploderebbe con esiti che non vorremmo nemmeno immaginare. La seconda è difficile perché la politica non s’inventa a tavolino scrivendo documenti, ma si costruisce quotidianamente nel rapporto con i bisogni, le aspirazioni, le difficoltà e i dolori dei cittadini.

Cosa pensa della decisione di non chiedere un passo indietro ai sottosegretari indagati?
La giovane ministra per i rapporti col Parlamento ha detto che non si chiede a qualcuno di dimettersi solo perché inquisito. Giusto. Altrimenti, la politica sarebbe in balia non solo, o non tanto, della discrezionalità dei giudici, ma soprattutto di denunce pretestuose o calunniose, alle quali il magistrato deve dare corso. La questione però sta in quel “solo”. Politica e giustizia hanno logiche diverse. Nulla vieta al governo di difendere – fino a un certo punto – i suoi inquisiti con le ragioni che gli sono proprie, cioè con ragioni politiche. Ma deve spiegare perché lo fa, pur in presenza di motivi di sospetto; deve assumersene la responsabilità; deve giustificare perché abbandona uno e protegge un altro. Non basta dire che si tratta ‘solo’ di procedimenti penali avviati e non conclusi (con una condanna). La presunzione d’innocenza non c’entra nulla con la dignità della politica.

Lei è mai stato tentato dalla politica?
Ciò cui mi sento più adatto è l’insegnamento. Per la politica, soprattutto per la politica, occorrerebbe una vera vocazione. Ricorda la conferenza di Max Weber intitolata, per l’appunto, la politica come professione-vocazione? Ecco: non sento la vocazione. C’è poi una considerazione che riguarda un potenziale conflitto d’interesse. Chi si occupa di attività intellettuali deve essere disinteressato personalmente. Ancora citando Weber: non deve cedere alla tentazione di mettere se stesso, e i suoi interessi, davanti all’oggetto dei suoi studi. Potrebbe esserci la tentazione di dire cose e sostenere tesi non per amore della verità (la piccola verità che si può andar cercando), ma per ingraziarsi questo o quel potente che ti può offrire, arruolandoti, una carriera politica.

Perché la politica non attrae più i migliori?
Una volta avere in famiglia un deputato o un senatore era come avere un cardinale. Oggi, talora, ci si vergogna perfino. Ha visto quanti ‘rifiuti eccellenti’, opposti alla seduzione di un posto al governo? Se la politica non ha prospettive ma è semplicemente un girone d’affari, non servono politici, servono affaristi.

Vota?
Ho sempre votato, malgrado tutto. C’è una pagina di ‘Non c’è futuro senza perdono’ del premio Nobel per la Pace e arcivescovo di Città del Capo, Desmond Tutu, in cui si descrive la coda al seggio dei neri del suo Paese che, acquistati i diritti politici dopo l’apartheid, per la prima volta vanno a votare, piangendo. Attenzione a dire che il voto è un orpello.

Cosa pensa dell’Italicum nato dall’accordo tra il Pd e Forza Italia?
Non so che cosa ne verrà fuori. Mi colpisce, comunque, che la legge elettorale sia decisa dagli accordi d’interesse di tre persone (Berlusconi, Renzi, Alfano), invece che dalle ragioni della democrazia, cioè dalle ragioni di tutti i cittadini elettori. Mi colpisce tanta arroganza, mentre con un Parlamento delegittimato come l’attuale, si tratterebbe di fare la legge più neutrale possibile. Mi colpisce che si pensi a una legge che, contro un’indicazione precisa della Corte costituzionale, creerebbe una profonda disomogeneità politica tra le due Camere. Mi colpisce che si dica con tanta leggerezza che non importa, perché il Senato sarà abolito. Mi colpisce che nel frattempo, comunque, si sospenderà il diritto alle elezioni, perché la contraddizione tra le due Camere impedirà di scioglierle. Mi colpisce che non ci siano reazioni adeguate a questa passeggiata sulle istituzioni.

E l’idea di “diminuire” il Senato?
Vedremo la proposta. Fin da ora, vorrei dire che piuttosto che un pasticcio – interessi frammentati di politici locali con una spruzzata di cultura –, piuttosto che una cosa indefinita, senza una funzione, una propria ragion d’essere stabile e continuativa, meglio l’abolizione radicale. Meglio il nulla, piuttosto che l’umiliazione. Esistono già commissioni paritetiche, per la bisogna. Si cerchi di non trattare le istituzioni come merce vile che si vende al qualunquismo antiparlamentare al prezzo di qualche piccolo risparmio sul ‘costo della politica’. I Senati, o ‘seconde Camere’, o ‘Camere alte’ hanno profonde ragioni d’esistenza. Le loro funzioni, quali che esse specificamente siano, si giustificano con l’esigenza di introdurre nei tempi brevi della democrazia rappresentativa la considerazione d’interessi di più lunga durata, che riguardano – come si dice – le generazioni future. Sono assemblee moderatrici rispetto all’incalzare del consenso elettorale che deve essere incassato a intervalli brevi dall’altra assemblea. La prima Camera è necessariamente miope; la seconda Camera deve essere presbite. Deve far valere le ragioni della durata su quelle dell’immediatezza. La sua composizione e le sue funzioni dovrebbero tener conto di questa vocazione, essenziale affinché la democrazia rappresentativa non dilapidi in tempo breve le risorse di tutti, nell’interesse elettorale di qualcuno. Mi pare che i discorsi dei nostri riformatori restino molto in superficie, rispetto alla profondità della questione.

Non è un bel momento, anche per le istituzioni di garanzia.
Le istituzioni di garanzia sono la magistratura, dunque anche la corte costituzionale, e il presidente della Repubblica. Poi c’è la libera stampa, che dovrebbe vigilare nell’esercizio della sua funzione al servizio della pubblica opinione. Siccome nelle oligarchie, come si è detto, le segrete cose – trattative, patti non dichiarati e dichiarabili, corruzione delle funzioni pubbliche – sono fisiologiche, le istituzioni di garanzia e libera stampa dovrebbero fare da contraltare quando occorre. In ogni caso, non mescolarsi e non omologarsi.

Il sistema italiano è perfettamente riassunto dal rapporto tra Rai e politica: è una commissione parlamentare che vigila sul servizio pubblico – e sull’informazione che produce – e non il contrario. Ben più che un paradosso.
È uno dei grandi rovesciamenti che ci tocca osservare in questi tempi. Non l’unico. Pensiamo ad esempio al sistema elettorale. Dovrebbe garantire che la base della vita politica stia presso i cittadini elettori. La logica della legge che abbiamo avuto fino a ora e, con ogni probabilità, di quella che avremo se la riforma andrà in porto, è invece quella della nomina dall’alto (delle segreterie dei partiti), con ratifica degli elettori. Uno dei principi del Fascismo era: ‘il potere procede dall’alto ed è acconsentito dal basso’.

Torniamo a Weber: cosa può indurre uno studioso a rinunciare a un bene sommo quale l’autonomia?
Le risposte più banali sono la seduzione del potere, la carriera. C’è però, credo, la tentazione dell’apprendista stregone o della ‘mosca cocchiera’: pensare di guidare la politica. Quando Carl Schmitt è stato processato a Norimberga, ha osato dire: ‘Non sono io a essere stato nazista, era il nazismo a essere schmittiano’.

Il pericolo non è essere costretti a sostenere certe tesi a tutti i costi?
Se si riferisce all’atteggiamento di molti costituzionalisti nei confronti dell’ultima fase della presidenza di Giorgio Napolitano, direi che è prevalsa l’idea che il presidente della Repubblica fosse l’ultimo baluardo, al di là del quale il caos, il disastro, il fallimento. Ciò ha portato a giustificare l’assunzione di compiti e il compimento di atti che nella storia costituzionale repubblicana, non si erano mai incontrati. Al punto che si parla ormai come cosa ovvia, non problematica, d’una repubblica presidenziale che ha preso il posto del sistema parlamentare. Tutto ciò si è manifestato in un attivismo finora sconosciuto. Ma è stato un attivismo orientato a quella che si dice essere la stabilità e la continuità, e che si traduce in conservazione. Mi pare che si possa dire che è prevalsa la paura del nuovo, il pessimismo politico. Solo apparentemente per paradosso, l’attivismo costituzionale è coinciso con il conservatorismo politico. La Costituzione, prevedendo un ruolo neutrale e super partes, del presidente della Repubblica, dà, mi pare, un’indicazione opposta: l’imparzialità costituzionale per consentire le innovazioni politiche, il rinnovamento della vita politica. Ottimismo politico.

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